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Infortunio Muscolare: dopo quanto posso tornare in campo?

«Dottore, tra 15 giorni ho una maratona per la quale mi preparo da mesi: riuscirò a correrla malgrado questo stiramento al polpaccio?»

«Domenica c’è la finale ma temo che la contrattura che ha accusato il mio portiere titolare nell’ultima partita non sia guarita: posso rischiarlo?»

Gli sportivi di qualsiasi livello, età, sesso, razza, latitudine sono accomunati dagli stessi dubbi ed incertezze quando si parla del ritorno alla competizione, alla gara o alla semplice attività motoria dopo un infortunio muscolare, di qualsiasi entità esso sia stato.

Queste perplessità si traducono in risposte molto differenti tra loro.

Cosa accade dopo un infortunio muscolare?

Nel caso più frequente l’atleta, di solito amatoriale, che ha avvertito un problema muscolare facendo la propria attività fisica, rimane a riposo per un breve periodo per poi “provare” a riprendere e vedere cosa accade: può essere tutto risolto come anche sfociare in una recidiva, o peggio, in un aggravamento della lesione iniziale.

Oppure lo sportivo, temendo di aver subito un infortunio importante, prolunga esageratamente il periodo di inattività, rischiando così di perdere gli obiettivi prefissati.

ecografia-traumaAnche nel caso in cui l’atleta si sia sottoposto a terapie per il recupero del danno muscolare, i dubbi sulla ripresa dell’attività possono restare: senza un’informazione adeguata sul processo di guarigione in atto, il ritorno in campo può presentare qualche rischio. E questa condizione di incertezza può portare il soggetto ad assumere un atteggiamento inconsapevole, durante lo sforzo fisico, di “difesa”, con tutta la muscolatura contratta in attesa di segnali premonitori di un nuovo infortunio.

E questo stato di contrattura generale predispone a recidive locali oppure ad altri problemi muscolari in altri distretti.

Come comportarsi quindi?

La risposta più sicura (ed economica) sull’entità del danno, sulla terapia da attuarsi e sulla sua durata e poi sul raggiungimento o meno della guarigione della lesione muscolare, è rappresentata dall’ecografia muscolo-scheletrica.

ecografiaQuesta metodica di diagnostica per immagini, che utilizza sonde ad alta frequenza, fornisce all’atleta, ai propri allenatori e dirigenti, al fisioterapista che lo curerà, tutte le informazioni necessarie per il recupero più completo e veloce all’attività.

Questo esame, veloce, poco costoso, senza controindicazioni o effetti collaterali, permette al medico esperto di distinguere tra le lesioni muscolari, contratture e stiramento, tra stiramento e strappo, tra strappo di 1°, 2° o 3° grado, di evidenziarne la sede del danno a livello del muscolo (ventre muscolare o giunzione mio-tendinea od inserzione sull’osso) e le sue dimensioni, la presenza di ematomi, cisti, fibrosi o cicatrici pregresse.

Sulla base di quanto emerso dall’esame ecografico, è possibile quindi stabilire tempi e modalità della terapia più indicata per il recupero funzionale dall’infortunio occorso.

Ulteriori accertamenti ecografici durante il periodo del trattamento terapeutico (o, perlomeno, un controllo al termine di questo percorso), forniranno un quadro chiaro dell’evoluzione del danno muscolare: della sua completa guarigione, e quindi di un ritorno all’attività senza timori, o della presenza di residui della lesione iniziale, che consigliano di continuare sulla strada del recupero.

Hai dei timori per danni muscolari recenti o passati?